L’Europa si prepara ad affrontare una nuova fase di grande caldo, destinata a intensificarsi nei prossimi giorni ma quando finità? Secondo Hans P. Kluge, direttore dell’OMS per l’Europa, per questa settimana si prevedono temperature fino a 43 gradi in Portogallo e nel sud della Spagna.
Anche la Francia e i Paesi del Benelux si trovano davanti a una nuova impennata delle temperature, mentre alcune zone dell’Asia centrale stanno già registrando valori prossimi ai 40 gradi. Un quadro che conferma come le ondate di calore stiano diventando sempre più frequenti e difficili da gestire.
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Nella giornata di ieri, Kluge ha riunito 41 Stati dell’OMS insieme alla Commissione Europea per affrontare quella che definisce una vera emergenza di sanità pubblica, che “va trattata come un’influenza stagionale”.
Il direttore ha ricordato che “quest’anno un’ondata di calore si è verificata in primavera ed eventi simili possono estendersi fino all’inizio dell’autunno”, sottolineando come l’estate mediterranea tradizionale sia ormai un ricordo. Per questo motivo, i Paesi devono dotarsi di strategie strutturate e piani di prevenzione capaci di anticipare le conseguenze del caldo.
Kluge evidenzia l’importanza del coordinamento tra governi e istituzioni, un processo che sta iniziando a consolidarsi: “I Paesi stanno iniziando a collegare i vari elementi in modo significativo. Gli organismi di gestione delle emergenze si confrontano con i team responsabili delle politiche sanitarie. Gli urbanisti siedono allo stesso tavolo dei funzionari della sanità pubblica. I ministeri dell’ambiente dialogano con quelli della salute”.
Diversi Stati europei hanno già avviato misure concrete. In Italia, “il ministero della Salute monitora già 27 città e pubblica bollettini quotidiani sul caldo”, mentre la Spagna ha scelto di collaborare con i media per informare la popolazione sui rischi sanitari.
Uno dei nodi più critici riguarda gli edifici, spesso costruiti con materiali che amplificano il calore. Kluge sottolinea la necessità di “avere sistemi di allerta in grado di attivare le misure necessarie giorni prima che gli impatti sanitari inizino ad aumentare e prima che l’ondata di calore cominci”.







