L’amata Santa Rita conosciuta anche come la Santa degli impossibili è festeggiata, venerata e amata il 22 maggio. Un nome datole per via del suo passato ma soprattutto della sua vita che l’ha portata ad essere motivo di grazie ed intercessioni nei casi più disperati e difficili.
È proprio in quel giorno così importante che si ricorre alla sua immensa memoria liturgica e nel quale si ripercorre la sua vita come donna, sposa, madre ma anche come vedova e successivamente come monaca.
Una vita spesa ad aiutare prima la sua famiglia, successivamente i suoi figli e poi le persone più fragili e bisognose. Nel corso degli anni la sua santità è stata spiegata in poche e semplici parole proprio da Giovanni Paolo II che ha sempre nutrito un forte legame spirituale con la stessa Rita.
Quest’ultima ha avuto il dono della santità per via della sua “normalità” nell’esistenza quotidiana che lei ha vissuto prima come sposa e mamma e poi come vedova fino ad arrivare ad essere una monaca agostiniana.
Rita, la “Santa degli Impossibili”: Ecco chi era e perché è chiamata così

Santa Rita da Cascia è legata al simbolismo della rosa che orna gran parte dei dipinti che possiamo trovare su di lei. Da sempre è considerata proprio la Santa degli impossibili perché moltissimi di noi la invocano chiedendo la sua intercessione e la sua grazia proprio davanti ai casi che sembrano più difficili e disperati.
Una donna, madre, vedova e monaca a cui chiedere consiglio e a cui poter richiedere una grazia difficile che ci sta particolarmente a cuore. Sono tante le testimonianze ed i miracoli che nel corso degli anni l’hanno vista protagonista.
Molte di loro infatti, erano proprio delle richiede di aiuto difficili e prodigi che hanno ridato il dono della salute, della guarigione ma anche della rinascita spirituale. Una donna ed una Santa da ogni giorno dovremmo imparare aa lodare, rispettare e a venerare.








