Diana Basile nacque a Platizza, in provincia di Cosenza, il 25 ottobre 1940 e nel corso della sua vita ha avuto la grande fortuna di ricevere il miracolo proprio grazie all’amore e alla grazia della Madonna.
Dopo essersi laureata in segreteria amministrativa, visse e lavorò a Milano presso l’Istituto Clinici di Perfezionamento. Nonostante questo, la sua vita fu segnata da una malattia molto debilitante e difficile.
Sulla base dei dati clinici, si stabilì che Diana aveva sclerosi multipla dal 1968, cioè quando aveva appena 27 anni. Questa malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale non le diede pace, manifestandosi con una sequenza di sintomi neurologici molto importanti.
Diana Basile e il miracolo ricevuto a Medjugorje che l’ha guarita dalla malattia

Diana aveva problemi di equilibrio, una semi-paralisi agli arti inferiori e soffriva di cecità completa all’occhio destro. Le diagnosi aumentavano e i medici non potevano più aiutarla, lasciandola senza un minimo miglioramento.
Quando le sembrava che non ci sarebbe stato più alcun aiuto, Diana venne invitata dall’infermiere Borghi, a intraprendere un pellegrinaggio a Medjugorje. Diana decise di assecondarlo, senza sapere cosa sarebbe successo dopo. Il 23 maggio 1984, nella chiesa di Medjugorje, avvenne una guarigione miracolosa.
Quest’ultima si trovava ai piedi della scalinata di fronte all’altare; una signora bolognese l’aiutò a salire e, dopo una breve esitazione, entrò nella sagrestia con l’aiuto di un francese e si inginocchiò dietro la porta.
Quando i veggenti entrarono e si inginocchiarono, Diana sentì un forte rumore, poi non ricordò più nulla. Ricordò solo un’indescrivibile felicità e di aver rivisto, come in un film, alcuni eventi della sua vita che aveva completamente dimenticato.
Dopo l’apparizione, seguì i veggenti verso l’altare ma senza notare che riusciva a camminare dritto e si inginocchiava normalmente. Fumagalli, un consigliere del tribunale di Milano presente sul suo pullman, le si avvicinò dicendole: “Ho chiesto da Dio un segno, e ora lei esce così cambiata!”.
Sulla via del ritorno in albergo a Ljubuški, Diana notò di aver riacquistato completamente il controllo di sé e che molti problemi erano ormai spariti. Il giorno successivo, il 24 giugno, per gratitudine, Diana e il suo amico Borghi camminarono per 10 chilometri da Ljubuški a Medjugorje e salirono alla Collina delle Apparizioni.
Tornata a Milano, Diana si sottopose a visite mediche, in quel momento scoprì di essere completamente guarita; la sua vista era tornata e tutte le tracce della malattia erano svanite.





