La storia di Giorgia Kus, raccontata per anni sui social dalla sua famiglia, si è conclusa il 27 agosto, quando la bambina si è spenta a 11 anni durante una vacanza in Spagna. Giorgia conviveva fin da piccola con una malattia rara mai definita con precisione, nonostante numerosi controlli e accertamenti.
La sua quotidianità, seguita da oltre 360mila persone, era diventata un punto di riferimento per chi vive situazioni simili. Il messaggio con cui i genitori, William Kus e Francesca Doretto, hanno annunciato la scomparsa è stato breve e difficile: “Scusate la brevità del post ma non so che scrivere ora. Giorgia non ce l’ha fatta”. La famiglia, originaria di Trieste e trasferita a Conegliano per permettere alla figlia di seguire un percorso di riabilitazione, si trovava in Spagna per far visita al nonno.
Addio a Giorgia Kus, la “Principessa Sorriso” di 11 anni

Il peggioramento improvviso è avvenuto il 21 agosto, quando Giorgia ha avuto un problema respiratoria che ha richiesto il ricovero d’urgenza all’ospedale di Elche. I medici hanno individuato subito una polmonite e, vista la fragilità del quadro clinico, hanno disposto il trasferimento al centro specialistico di Alicante.
Nell’aggiornamento del 26 agosto, il padre parlava di una situazione stabile ma molto delicata: la bambina era intubata e sedata, in attesa che la terapia antibiotica producesse effetti. “Ci hanno detto che è a rischio di vita ma che c’è speranza”, scriveva Kus.
La condizione di Giorgia era seguita negli anni da diversi centri specialistici. Nel 2020 era stata presa in carico dal reparto di Pediatria dell’ospedale di Padova, dove tornava periodicamente per i controlli, prima di iniziare un percorso di fisioterapia intensiva a Conegliano. La famiglia aveva scelto di trasferirsi proprio per garantire alla bambina continuità nelle cure e un ambiente più adatto alle sue esigenze.
La madre raccontava la quotidianità della figlia sulla pagina Facebook “La forza di Giorgia Kus”, dove mostrava terapie, riabilitazione in acqua, utilizzo della sedia a rotelle e del busto ortopedico. Quel racconto era diventato negli anni un canale di sostegno emotivo ed economico per affrontare le spese mediche.
Negli ultimi mesi la famiglia aveva combattuto per ottenere l’iscrizione alle scuole medie, ostacolata da rigidità burocratiche e barriere architettoniche. Alla fine, era arrivato il via libera per l’ingresso all’istituto di Rua di Feletto, parte dell’Istituto comprensivo 3 di Conegliano «Brustolon».








