A settembre arriva una novità rilevante per i beneficiari dell’Assegno unico: chi non ha presentato la nuova Dsu entro il 30 giugno non potrà più recuperare gli arretrati maturati da marzo. La scadenza fissata dall’Inps rappresentava infatti l’ultimo giorno utile per consentire il ricalcolo retroattivo degli importi sulla base dell’Isee aggiornato.
Da questo mese, per chi non ha adempiuto, scatterà una “sorpresa” amara, perché gli importi già erogati resteranno quelli minimi e non verranno più ricalcolati. L’importante aggiornamento dell’Isee entro il termine stabilito comporta la perdita definitiva degli arretrati; ecco tutti i dettagli.
Assegno unico di settembre 2026: Le date di accredito e come non perdere gli arretrati

I beneficiari che da marzo hanno ricevuto l’importo minimo, non adeguato alla loro reale situazione economico‑patrimoniale, non potranno più ottenere il conguaglio. Per ricevere l’importo corretto era necessario presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica, che tiene conto dell’Isee aggiornato. Chi non lo ha fatto non potrà più ricevere gli arretrati relativi ai mesi da marzo in poi. Chi non abbia aggiornato l’Isee, comunque, non si preoccupi.
Le differenze economiche possono essere significative. Per una famiglia con un solo figlio minorenne, la distanza tra l’importo minimo e quello spettante con un Isee molto basso può superare i 100 euro mensili.
I pagamenti di settembre sono previsti il 20 e il 21 del mese, ma da queste date non scatterà alcun recupero degli importi arretrati per chi non ha aggiornato l’Isee entro la scadenza. Per le famiglie più numerose, soprattutto con tre o più figli e un Isee basso, le maggiorazioni previste rendono l’Assegno unico ancora più consistente. Presentare l’Isee dopo il 30 settembre può comportare la perdita di oltre 1.500 euro di arretrati, somme che non potranno più essere recuperate.
Non tutto è perduto, però. Se il 30 settembre è la data entro cui l’Inps riconosce la validità retroattiva dell’Isee, chi presenta la Dsu dopo tale scadenza non perde il diritto all’Assegno unico. L’importo aggiornato decorre semplicemente dal mese di presentazione della dichiarazione.
Le mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno, pagate con il minimo, non potranno più essere conguagliate. Gli effetti della presentazione tardiva si vedranno quindi solo dal mese successivo, mentre quanto già liquidato resterà invariato.








