Il percorso verso il ritorno a casa dei bambini della famiglia del bosco entra in una fase decisiva, dopo mesi segnati da verifiche, valutazioni e lunghe attese. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha autorizzato l’avvio di un programma strutturato che punta al ricongiungimento familiare, ma attraverso un iter scandito da controlli e monitoraggi costanti da parte dei servizi sociali.
Nonostante le speranze dei genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, il rientro immediato non è stato disposto: i minori resteranno per ora nella casa protetta di Vasto, dove vivono dallo scorso novembre. Secondo quanto trapela, i giudici hanno espresso parere favorevole al ritorno progressivo dei bambini, prevedendo una serie di passaggi graduali che, se rispettati, potrebbero portare alla conclusione definitiva dell’esperienza in comunità.
Famiglia del bosco, la decisione del Tribunale su Catherine e Nathan

I genitori anglo-australiani attendevano una decisione più rapida, ma il Tribunale ha preferito mantenere una decisione prudente, stabilendo un calendario di incontri e rientri che consenta agli operatori di verificare la stabilità del nuovo contesto familiare. Il provvedimento, firmato dalla presidente Angrisano, modifica parzialmente le precedenti disposizioni e apre a un riavvicinamento concreto.
“Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha depositato il proprio provvedimento in relazione all’istanza della difesa del 25 giugno scorso. Il decreto, firmato dalla presidente Angrisano nei suoi ultimi giorni di servizio all’Aquila, corregge parzialmente le precedenti decisioni e dispone un progressivo riavvicinamento dei bambini alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e – da ottobre – con pernotti in famiglia nel fine-settimana”. Gli incontri si svolgeranno nelle abitazioni di Palmoli, inizialmente con la presenza degli operatori del servizio sociale.
La supervisione dei servizi sociali resterà attiva almeno fino a ottobre, quando dovrebbe iniziare la fase più delicata: i pernottamenti nel fine settimana senza la presenza degli operatori. “Il pernottamento invece è previsto da soli e il pernottamento inizierà tra un mese”, ha affermato Pillon. Il legale ha definito il programma “una sorta di corsa a ostacoli per i bambini”, sottolineando come ogni passaggio richieda attenzione e collaborazione da parte della famiglia.
Le tappe previste riguardano soprattutto la scuola e la socializzazione, elementi ritenuti fondamentali per il reinserimento dei bambini. La questione della casa sembra risolta grazie alla nuova abitazione scelta dai genitori, situata vicino alla scuola pubblica, dove i bambini dovranno essere iscritti. Un requisito considerato essenziale per garantire stabilità e continuità nel loro percorso di crescita.








