Canone Rai 2026, un nuovo taglio in arrivo inserito nella nuova manovra. Proprio nelle ultime settimane, i partiti di maggioranza stanno tentando di far entrare nella Manovra le ultime proposte.
Il Ministro Giancarlo Giorgetti sembra avere le idee chiare e sostiene che purtroppo non ci sono le coperture finanziarie necessarie per poter attuare tutte le proposte avanzate.
La Lega però sembra aver trovato delle soluzioni per reperire delle risorse per garantire quello che da tempo si vocifera. Cosa? Il taglio del Canone Rai, la tassa tanto odiata dagli italiani.
A quanto ammonterebbe l‘importo del Canone Rai 2026, qualora la proposta dovesse passare?
Canone Rai 2026, nuovo taglio per il nuovo anno

Come già anticipato, per il nuovo anno potrebbe esserci una sorpresa per milioni di italiani. Il Canone Rai potrebbe subire un taglio, passando dagli attuali 90 ai 70 euro. E’ questa la proposta del Ministro Giorgio Maria Bergesio, contenuta negli emendamenti che sono stati segnalati dalla Lega al Ddl di bilancio nei giorni scorsi, all’esame della Commissione Bilancio del Senato.
Il taglio era già previsto per il 2024, l’onore previsto per il 2026 è di 430 milioni. La Lega vorrebbe riproporre per il prossimo anno la cifra all’importo più basso, facendo così scendere di ben 20 euro la spesa tornando ai famosi 70 euro. Rimane il problema delle coperture dei fondi, pari a 430 milioni di euro ma la Lega pensa ad una corrispondente riduzione del Fondo per attuare interventi strutturali di politica economica.
Non tutti sembrano condividere questa proposta, uno tra tutti Antonio Tajani, il quale sostiene che al momento ci sarebbero altre priorità, come interventi sulle pensioni minime o sulla sanità.
“Ritengo che l’ammontare del canone Rai vada mantenuto per un equilibrio di mercato. C’è un problema di equilibrio di risorse pubblicitarie, anche perché la rete che assorbe risorse. Qualche anno fa il canone è stato ridotto e la Rai è stata risarcita con risorse del Tesoro e quindi dei cittadini. È una partita di giro che non serve a niente. Il servizio pubblico deve avere certezza di risorse come prevede l’European Media Freedom Act. Questo emendamento della Lega, quindi, non è in linea con la direttiva”. Queste le parole di Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori di Forza italia che frena l’entusiasmo su questa proposta.








