Il terremoto di magnitudo 4.7 che ha segnato Napoli nella serata di venerdì 31 luglio ha segnato un punto critico nella storia sismica dell’area, risultando il più forte degli ultimi cinquecento anni. Secondo Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca dell’INGV e tra i massimi esperti del bradisismo dei Campi Flegrei, eventi di questa portata non rappresentano un’eccezione ma una conseguenza diretta del sollevamento del suolo.
L’esperto sottolinea che “finché continua il sollevamento del suolo è certo che ci saranno altri terremoti”, evidenziando come il vulcano stia inviando segnali di pericolo chiari e inequivocabili, mentre il territorio non risulta adeguatamente preparato a gestire emergenze di tale complessità.
Campi Flegrei, il vulcanologo De Natale e le previsioni dopo il terremoto

Il fenomeno del bradisismo, alla base della scossa di magnitudo 4.7, è noto da decenni e oggetto di numerosi studi. La sismicità dei Campi Flegrei può raggiungere magnitudo 5 o poco più, una dinamica che gli esperti considerano “prevedibile e prevista”. De Natale ricorda come l’attività vulcanica fosse diminuita dopo l’er***ne del 1538, per poi riprendere gradualmente dagli anni Cinquanta, alternando fasi di quiete e periodi di crescente pressione interna.
Il sollevamento del suolo e l’aumento dei terremoti sono infatti legati alla progressiva intensificazione della pressione nel sistema vulcanico. La situazione è resa ancora più evidente dagli episodi verificatisi nelle ultime ore, come il masso staccatosi dalla montagna a Pozzuoli che ha colpito un’auto, fortunatamente senza causare feriti.
De Natale ribadisce che “la pressione continua a crescere”, motivo per cui il livello del suolo sale, la frequenza e la magnitudo delle scosse aumentano e, di conseguenza, cresce anche il rischio di un’er****e. Il sisma di venerdì, il più potente dal 1538, conferma una tendenza osservata da almeno un decennio: “perdurando il sollevamento del suolo, la sismicità aumenta”.
Nonostante la prevedibilità del fenomeno, De Natale denuncia una mancanza di preparazione adeguata. Il vulcano “ci sta dando segnali molto chiari”, ma le misure messe in campo non risultano proporzionate alla gravità della situazione.
Per l’esperto è indispensabile intervenire con urgenza. “Bisogna affrettarsi a recuperare il tempo perduto e preparare seriamente il territorio a gestire questa emergenza”, afferma, ricordando che l’area dei Campi Flegrei necessita di un’organizzazione e un controllo “a un livello superiore al normale”.








