A ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, il 4 ottobre torna a essere una festività nazionale riconosciuta in tutta Italia. Il santo, patrono d’Italia, si spense il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola, nei pressi della chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, all’età di circa 44 anni.
La ricorrenza, nuovamente inserita tra le festività civili, non rappresenta soltanto un momento di valore spirituale e culturale, ma produce risultati concreti anche sul piano lavorativo ed economico per dipendenti e datori di lavoro.
La data del 2026 presenta però una particolarità: il 4 ottobre cade di domenica. In questi casi entra in gioco il meccanismo della cosiddetta “festività non goduta”, previsto dalla normativa vigente. Per la maggior parte dei lavoratori dipendenti ciò significa ricevere una quota aggiuntiva in busta paga, che si somma alla normale retribuzione del mese. Il beneficio spetta indipendentemente dal fatto che il giorno festivo coincida con il riposo settimanale.
Lavori oggi nel giorno di San Francesco? In arrivo l’aumento in stipendio

Diversa la situazione per coloro che saranno chiamati a lavorare proprio nella giornata di domenica 4 ottobre. In questo caso il dipendente avrà diritto non soltanto alla retribuzione ordinaria e alla quota relativa alla festività cadente di domenica, ma anche al compenso per le ore effettivamente lavorate con le maggiorazioni previste dai contratti per il lavoro festivo. Le eventuali modalità di recupero delle ore dovranno inoltre rispettare quanto stabilito dalle norme e dagli accordi collettivi applicabili.
La festività di San Francesco dovrà essere riconosciuta economicamente anche se alcuni contratti collettivi nazionali non hanno ancora aggiornato formalmente il proprio elenco delle ricorrenze. Secondo le simulazioni riportate dal Sole 24 Ore e realizzate da Giuseppe Buscema della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, il vantaggio economico per i lavoratori varia in base al settore e all’inquadramento professionale.
Le analisi prendono in considerazione comparti come commercio, metalmeccanica, artigianato, studi professionali e pubblici esercizi. Le stime indicano incrementi netti in busta paga compresi tra circa 39 e 53 euro. Tra i lavoratori che registrano i valori più elevati figurano gli impiegati di livello B1 del settore metalmeccanico, con un aumento netto di 52,70 euro, e gli operai di livello D2 dello stesso comparto, con 51,62 euro aggiuntivi. Seguono gli impiegati di primo livello, i commessi del commercio e gli addetti dei pubblici esercizi. Gli importi netti risultano inferiori rispetto alle somme lorde a causa delle trattenute fiscali e contributive, ma rappresentano comunque un beneficio diretto legato alla reintroduzione della festività nazionale dedicata al Santo di Assisi.








