La scrittrice Alba Eden, dopo aver affrontato un’infanzia molto difficile, ha trovato nell’esempio di 4 Santi la chiave per comprendere lo scopo dei propri dolori dell’anima e per avviare il processo di guarigione.
Secondo Eden, i santi non sono la perfezione in senso letterale, ma dimostrano di esserlo perché hanno permesso a Dio di purificarli attraverso le difficoltà, insegnando che ogni dolore può servirci per assomigliare di più a Cristo.
Le difficoltà, in questa prospettiva, non sono solo da guarire, ma sono il mezzo attraverso il quale Dio opera la guarigione, trasformando il male subito in uno strumento di redenzione. Nelle prossime righe, vi daremo maggiori informazioni riguardo a quanto spiegato dalla scrittrice.
Per la guarigione dell’anima affidiamoci a questi Santi

Tra i Santi da invocare in questi casi difficili, troviamo San Sebastiano. Sopravvissuto e guarì per compiere la missione di avvertire l’imperatore Diocleziano. Eden vede in questo un’allegoria di quanto ha subito, che obbliga la persona a rivivere il dolore come un “secondo mar***io”, un processo che, se unito a Cristo, avvicina alla redenzione.
Santa Giuseppina Bakhita, che ha vissuto molti episodi difficili, subì una perdita di identità al punto da dimenticare il suo nome. La sua santità non derivò dalla sch***itù, ma dalla consapevolezza di essere redenta e dall’aver trovato la sua vera identità nella famiglia di Dio, il che le permise di perdonare i suoi aguzzini.
Di fronte a traumi, la mente tende a nascondere gli eventi dolorosi, ma questi “rimangono in noi”. La lezione di Sant’Ignazio di Loyola, ferito in battaglia, è importante: decise di affidare a Dio la sua memoria e tutto il suo essere, riconoscendo che le esperienze passate, anche quelle buie, lo avevano formato.
Perdonare sé stessi, gli altri o Dio stesso richiede di seguire il suo esempio, scoprendo che lo Spirito Santo può utilizzare ogni esperienza per condurci all’amore di Cristo. Il Catechismo spiega che il cuore che si offre allo Spirito Santo tramuta la ferita in compassione e purifica la memoria.
L’esempio più lampante di questa unione è Santa Maria Goretti, mar***re della castità, che sul letto di morte perdonò chi le tolse la vita, Alessandro, desiderando vederlo con sé in Cielo. La sua testimonianza dimostra che il perdono, anche da un cuore ferito, fa sì che l’individuo assomigli sempre più al Cristo risorto.








