Il giorno 3 febbraio è la giornata di San Biagio, e proprio secondo la tradizione della Lombardia durante quella data precisa si devono consumare gli avanzi del panettone di Natale, così da poter tenere distanti i mali di stagione.
Tra la fine del mese di gennaio e l’inizio di febbraio, l’inverno arriva al suo picco massimo, e il momento del risveglio della natura viene rappresentato da una alcune tradizione e modi di dire che non hanno nulla a che vedere con la scienza.
Tra questi abbiamo i giorni della Merla, il Capodanno cinese e da non scordare la tradizione milanese di mettere la propria salute tra le mani di San Biagio, durante la giornata del 3 febbraio. San Biagio, che ricordiamo essere il protettore della gola e protagonista di una leggenda che rende l’ultimo pezzo di panettone la giusta cura contro i mali di stagione.
Il panettone di san Biagio: La tradizione e la leggenda Milanese legata al 3 febbraio

Per capire al meglio questa tradizione, bisogna prima comprendere chi è San Biagio. Quest’ultimo risale al III secolo d.c. nella città armena Sebaste, dove è nato. Della sua vita non si conoscono molti dettagli, se non che è stato medico, prima di divenire vescovo della comunità della città natale, quando l’Impero Romano diede ai cristiani la libertà di culto.
Nel 313, Licinio governava l’Oriente quando Biagio venne martirizzato, attorno al 316. questa incongruenza è dovuta alla guerra che scoppiò tra i due Augusti, Costantino e Licino nel 314 che non ebbe fine, se non nel 325 con la scomparsa di Licinio.
Biagio, quando ormai era conosciuto come il guaritore, rimase vittima della guerra assieme a molti altri vescovi, tra cui Basilio di Amasea, nella regione del Mar Nero. In seguito, vi lasciamo qualche racconto su San Biagio.
Il miracolo del Santo
Secondo questa narrazione il medico vescovo si rese protagonista di un miracolo. Quando una madre disperata gli aveva portato suo figlio in gravi condizioni a causa di una lisca in gola. San Biagio con una grossa mollica di pane è riuscito a rimuoverla, salvandogli così la vita.
Dopo il martirio e quel miracolo, è iniziato ad essere conosciuto come il protettore della gola. La chiesa prese la decisione di fargli occupare il 3 febbraio. Giorno in cui la maggior parte delle persone è colpita da malanni che vedono la gola come principale vittima.
L’usanza milanese però è arrivata solamente molti secoli dopo, grazie ad una leggenda contadina. Si tratta della storia di una donna che qualche giorno prima di Natale, aveva portato a un frate di nome Desiderio, un panettone per la benedizione.
Il frate però in quel periodo era impegnato, per questo chiese alla donna di passare il giorno successivo. Si pensa che il frate fosse molto goloso. Visto che si era trovato a custodire il panettone per molto tempo, visto che la donna se lo era scordato.
Difatti, Desiderio non era riuscito a resistere alla tentazione e decise di assaggiarlo, ma boccone dopo boccone non si accorse di averlo finito. Questo ha dimostrato come il peccato di gola sia uno dei più difficili da combattere.
Il 3 febbraio successivo, la donna ritornò dal frate per recuperare il panettone ma non lo trovò se non la carta che lo ricopriva. Al momento in cui glielo consegnò però, avvenne un miracolo, difatti le briciole si trasformarono in un panettone molto più grande del primo. Il miracolo venne collegato subito a San Biagio, dando così vita alla tradizione lombarda del 3 febbraio.
Illustrazione di proprietà: Foto di Décio Guanabarino Silveira da Pixabay








