È saputo e risaputo che il piatto che più rispecchia la città di Milano è uno e solamente uno; si tratta de la cotoletta. Quel piatto che richiama il suono del burro che sfrigola, la doratura delle impanature e quell’inconfondibile profumo che riempie la casa.
Come vi abbiamo appena spiegato, si tratta di un vero e proprio simbolo che rispecchia la tradizione della Lombardia, ed è proprio per questo che, quando qualcuno decide di apportare delle modifiche a questo piatto, le polemiche che si vanno a creare non solo assolutamente poche.
In questo caso, il protagonista di queste critiche è lo chef Carlo Cracco, che avrebbe deciso di dar vita ad un esperimento gastronomico cercando di dare un nuovo significato al concetto di cotoletta. Per fare questo però, ha deciso di non utilizzare la carne. Andiamo a scoprire di cosa si tratta effettivamente.
La cotoletta senza carne di Carlo Cracco: La ricetta dello chef

Ovviamente questo piatto ha già un nome, ed è Milano che avanza, con il quale è riuscito ad unire il nome della città al delicato tema dello spreco. La sua idea parte dall’utilizzo del pane raffermo bagnato nel brodo ottenuto dagli scarti di carne.
Successivamente, è andato ad impanare e friggere nel burro e olio, così facendo ha ottenuto questa sorta di cotoletta che dell’originale mantenere solamente forma e la croccantezza. Ovviamente, questo piatto ha creato un importante polverone di critiche, ma non solo.
Difatti in molti hanno subito colto il messaggio riguardo lo spreco alimentare, apprezzando il coraggio dello chef nel toccare un piatto così importante. Bisogna però dire che ci sono anche molti commenti ironici che non si sono risparmiati, sottolineando come per loro si tratti semplicemente di puro marketing.
Quello che realmente rappresenta questo piatto però, non è un secondo che si può semplicemente ordinare sulla carta, ma una vera e propria tappa in un viaggio gastronomico dove ogni portata ha una storia da raccontare. In questo caso, Milano che avanza deve far interrogare le persone sull’importante ed il valore di ogni materia prima.








