La storia della Santa bambina ovvero quella di Margherita da Città di Castello, questo perché non sarebbe mai dovuta nascere secondo il pensiero dei suoi genitori di rango nobile, ed il motivo era molto triste.
Difatti, Margherita era affetta da disabilità, e per questo motivo secondo i genitori era un motivo di imbarazzo verso chiunque, soprattutto quando hanno notato che più cresceva e più la sua situazione peggiorava.
Margherita, prima di essere nominata santa, era una bambina nana cieca, zoppa e gobba, per questo i suoi genitori si definivano disgustati dalla sua deformità. Una coppia nobile e di bell’aspetto non avrebbe mai potuto avere una figlia così impresentabile, secondo il loro punto di vista.
I genitori presero quindi una scelta vista da tutta la popolazione come una decisione bruttissima; scelsero di far abbandonare la piccola Margherita nella cella di un eremo, vicino alla cappella di famiglia, luogo in cui sarebbe dovuta rimanere fino alla sua morte.
Ciò che ha toccato in molti, è che Margherita non si è mai sentita diversa dagli altri, visto anche il modo in cui era felice assieme agli altri bambini e servitori di casa. Anche nel momento in cui venne murata nella cella, era felice di essere vicina al Santissimo Sacramento.
La storia di Santa Margherita, la bambina abbandonata dai genitori

Dopo 9 lunghi anni in cui venne nutrita ed istruita da un sacerdote, i genitori decisero di spostarla nuovamente e questa volta in una cella distante dal Sacramento. Questa volta la bambina ha sentito la privazione del cibo e della possibilità di preghiera.
I genitori quando scoprirono di un santuario in cui avvenivano miracoli, decisero di mandarci la figlia sperando potesse guarire, senza però aver fiducia in Dio. Margherita continuò a pregare fino a quando la chiesa non chiuse. Al suo risveglio le guardie le dissero che i suoi genitori erano andati via.
La figlia li perdonò ugualmente e iniziò una vita da mendicante, in adozione alla comunità dei senzatetto di Città di Castello. Tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarla, l’hanno vista come un faro di allegria e gentilezza. Questo le permise di entrare a far parte di una corporazione di suore.
Anche in quel caso però, le suore iniziarono a deriderla e la cacciarono. Ed a quel punto prese la via della domenicana del terz’ordine vivendo in casa di alcune persone molto generose. Fino alla fine della sua vita ha sempre aiutato malati, morenti e carcerato. La sua festa è il 13 aprile, beata Margherita da Città di Castello.







