La devozione alla Madonna della Cintola si fonda su due distinte tradizioni tramandate nel corso dei tantissimi anni dai fedeli. La prima fa riferimento a Santa Monica, madre di Sant’Agostino, che avrebbe ricevuto direttamente dalla Vergine Maria la cintura con la raccomandazione di portarla costantemente. La seconda e più celebre tradizione, invece, la vuole consegnata all’apostolo Tommaso.
La narrazione racconta che un angelo annunciò a Maria la scomparsa imminente. Tre giorni dopo, in modo miracoloso, tutti gli apostoli, eccetto San Tommaso, furono trasportati accanto alla Madonna per assisterla nel momento del suo transito.
Proprio in quel momento però accadde un vero e proprio miracolo che portò questo oggetto a diventare una vera e propria reliquia; ecco i dettagli.
Madonna della Cintola e il miracolo della reliquia

Poco dopo, una forte luce abbagliò gli apostoli: in quello stesso istante anche San Tommaso fu trasportato dall’India al Monte degli Ulivi. Così tutti, Tommaso compreso, poterono ammirare Maria all’interno di una luminosissima nube, nel momento della sua Assunzione in Cielo.
Tommaso, caduto in ginocchio per lo stupore, invocò Maria che, in cambio, gettò all’apostolo la sua cintura in segno di benevolenza. La Cintura della Vergine apparve in seguito a Zela e, sotto l’imperatore Giustiniano, intorno al 530, venne solennemente traslata a Costantinopoli.
Per accogliere la sacra reliquia fu consacrata, un 31 agosto, un’apposita chiesa chiamata “Chalkoprateia”. L’Imperatore in persona si incaricò di deporre la Cintura in un’urna preziosa e di apporvi i sigilli.
Si racconta poi che nell’anno 888 l’imperatrice Zoé, moglie di Leone il Saggio, si ammalò gravemente. Nessun medico era in grado di guarirla. Una notte, in sogno, l’imperatrice ebbe una rivelazione: “avrebbe ottenuto la guarigione se sul capo le fosse stata imposta la Sacra Cintura“.
Zoé confidò il suo sogno al marito che allertò il Patriarca. L’urna fu prelevata e i sigilli rotti. Con grande stupore, “la Cintura della Vergine appariva brillante e vivida come se fosse stata appena tessuta“. La Sacra Cintola venne poggiata sulla testa dell’imperatrice malata che effettivamente guarì dalla sua malattia. Prima di riporla, Zoé volle impreziosirla con fili dorati.
In un secondo momento la reliquia fu suddivisa in diverse parti. Una di queste la troviamo a Prato, nella basilica cattedrale di Santo Stefano. Sarebbe giunta nella città toscana nell’anno 1141 e costituisce il simbolo religioso e civile della città.








