Negli anni Cinquanta, Angelo Cantarelli, stimato imprenditore di Colorno e devoto cattolico, era solito recarsi a San Giovanni Rotondo per incontrare Padre Pio. Tra i due nacque un rapporto di profonda stima e confidenza, alimentato da frequenti visite e conversazioni che andavano oltre la semplice devozione religiosa, toccando corde personali e spirituali.
Nel marzo del 1963, di ritorno da uno di questi pellegrinaggi, Cantarelli salì su un treno a Foggia diretto a Parma. Poco dopo aver preso posto, accusò un improvviso malessere. Le sue condizioni si aggravarono rapidamente e, nonostante inizialmente rifiutasse aiuto, perse conoscenza. Fu trasportato d’urgenza in una clinica a Civitanova Marche, dove i medici diagnosticarono una trombosi cerebrale con coma. È proprio quanto accaduto che smosse l’anima di Padre Pio.
Il miracolo di Padre Pio donato all’imprenditore Angelo Cantarelli

La notizia raggiunse Padre Pio, che reagì con profonda partecipazione. Il frate cappuccino avviò una settimana di preghiere collettive coinvolgendo l’intera comunità di San Giovanni Rotondo. L’ottavo giorno, in modo inatteso, Cantarelli si risvegliò dal coma e riuscì persino a muoversi autonomamente. Padre Pio, informato dei progressi, rassicurò la famiglia: il peggio era passato e la guarigione sarebbe stata rapida.
In effetti, nel giro di quindici giorni Cantarelli tornò a Colorno in buone condizioni e, nel corso di tre mesi, recuperò completamente. Il medico curante, Lino Calzolari, espresse stupore per la rapidità e la natura della guarigione, definendola “diversa da quella che la medicina insegna”, lasciando intendere che si trattasse di un evento fuori dall’ordinario.
Per due anni, Cantarelli mantenne il riserbo sull’accaduto. Solo al compimento dei settant’anni decise di raccontare la sua esperienza alla stampa locale, sentendo il dovere morale di condividere quanto vissuto. Lo fece con convinzione, attribuendo la sua ripresa a un intervento divino, senza esitazioni né dubbi.
La sua dichiarazione, pubblicata sulla “Gazzetta”, si apriva con una parola che suscita reazioni contrastanti: “miracolo”. Cantarelli ne era certo, e affermò che da quel momento non aveva più avuto problemi di salute, lasciando ai lettori il compito di interpretare il significato profondo di quanto accaduto.








