domenica , 4 Dicembre 2022
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Marco Simoncelli, il papà racconta il presagio prima dell’ultima gara: “Mi sono detto ‘devo fermarlo’”

Marco Simoncelli

Sono trascorsi ben 11 anni da quel tragico incidente che ha strappato per sempre Marco Simoncelli alla sua famiglia e alle persone che lo amavano. Un dolore immenso quello che l’intera Italia ha pianto durante il PG di Malesia a Sepang quel 23 ottobre del 2011 e che ha portato alla morte di un ragazzo buono e pieno di sogni nel cassetto.

Oggi l’amato Marco avrebbe avuto 35 anni e sicuramente starebbe portando avanti la sua grande passione per la moto insieme al suo grande amico Valentino Rossi. Una scomparsa dolorosa che ricordiamo oggi nel giorno dell’anniversario della sua morte con grande dispiacere e tristezza.

Il papà Paolo insieme a tutta la sua famiglia, ha ricordato il figlio nel corso degli anni con una Fondazione a suo nome, ovvero la ‘SIC58 Squadra Corse’. Paolo Simoncelli lo scorso anno durante un’intervista, racconto come il giorno dell’ultima gara, abbia avuto un presagio negativo guardando l’asciugamano capovolto sul capo del proprio figlio.

Marco Simoncelli, il racconto del papà sul presagio prima dell’ultima gara

Marco Simoncelli

Paolo Simoncelli davanti a quell’asciugamano rovesciato ha provato una sensazione negativa, come se qualcosa non stesse andando nella maniera giusta. Lo scorso anno fu proprio quest’ultimo a raccontare il presagio ai microfoni di Sky. Un racconto che ha lasciato tutti senza parole e che ha descritto nel dettaglio l’unico rimpianto del genitore di Marco.

Quello stesso giorno, sono arrivato nel box con quell’asciugamano e l’ho posato dove facevo di solito, ma mi è caduto tutto per terra. Allora ho preso il motorino per andare lungo la pista per vedere la gara: appena ho varcato il cancello, mi è arrivato addosso un vento gelato che sapeva di morte, lo giuro” spiega il papà di Marco.

Proseguendo nel racconto spiega che: “Una sensazione proprio di morte, al punto che mi sono detto ‘Devo andare a fermare Marco’. Mancava un minuto all’inizio della gara, ormai non c’era più tempo, il mio motorino non andava bene… Quei cinque minuti lì sono stati terribili”.

“Quell’asciugamano alla rovescia sulla testa di Marco è l’unico rimpianto della nostra vita, della mia vita. Non ho rimpianti, io e mia moglie rifaremmo tutto, ma quell’asciugamano che non ho voluto girare per non disturbarlo ce l’ho nella mente. Rifaremmo comunque tutto perché Marco era felice, era un ragazzo veramente felice” ha terminato Paolo.

Un rimpianto e un dolore immenso quello raccontato lo scorso anno dal genitore che fino alla fine, ha accompagnato Marco in pista. Nonostante la sua morte a cui sono trascorsi tantissimi anni, sono migliaia le persone che ancora ricordano Simoncelli con amore, con affetto e con il sorriso sulle labbra.

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