Sindrome del colon irritabile o sindrome dell’intestino irritabile, che cos’è? Si tratta di una condizione davvero molto comune e nello stesso tempo debilitante, che purtroppo colpisce circa il 50% degli italiani, soprattutto le donne.
Nonostante sia una condizione molto comune, in molti non sanno effettivamente che cos’è, quali sono i sintomi, come avviene la diagnosi ed eventualmente come si cura.
Facciamo un po’ di chiarezza al riguardo.
Sindrome del colon irritabile, tutto quello che devi sapere

Questa patologia, molto comune e debilitante, nel caso in cui non dovesse essere diagnosticata in tempo, potrebbe peggiorare e diventare cronica. A spiegarci di cosa si tratta è il Dottor Fausto Lella, il responsabile dell’Unità operativa di endoscopia digestiva e gastroenterologia del Policlinico San Pietro.
Il Dottore ci spiega che il colon irritabile è un disordine funzionale dell’apparato digerente ovvero una malattia che va ad alterare le funzioni di questo apparato e soprattutto del colon. I principali sintomi sono il dolore addominale e alterazioni dell’alvo, ovvero problemi nella defecazione. Altri sintomi: diarrea e/o stipsi, distensione addominale con gonfiore o presenza di gas, nausea, vomito, disfunzioni sessuali, difficoltà a digerire e alterazioni urinarie.
Il Medico riferisce che purtroppo riguardo le cause, queste non sono state ancora identificate, anche se secondo recenti ricerche, l’origine potrebbe essere addebitata all’alterazione del microbiota o della flora batterica intestinale. Come avviene la diagnosi? Stando ai Criteri stabiliti a Roma nel 2016, la diagnosi del colon irritabile si fa sulla storia clinica e sull’anamnesi del paziente.
L’alimentazione ha un ruolo determinante visto che ci sono degli alimenti che contribuiscono a peggiorare il problema. Tra gli alimenti da evitare ci sono la caffeina, gli alcolici e le bevande eccitanti.
“Poiché i sintomi variano così tanto da persona a persona, è compito dello specialista valutarli attentamente e scegliere, sulla base della tipologia e dell’intensità dei fastidi, la migliore terapia” spiega lo specialista.








