La vicenda di Nathan e Catherine, la coppia anglo‑australiana che aveva scelto di vivere nei boschi di Palmoli, registra un nuovo sviluppo importante e positivo. Come riportato da Il Messaggero, i due genitori hanno superato una fase decisiva del percorso di sostegno alla genitorialità avviato dopo l’allontanamento dei figli.
Una prima valutazione condotta dagli specialisti e dai servizi sociali ha espresso un giudizio positivo, riconoscendo la loro idoneità a esercitare il ruolo di genitori. Si tratta di un risultato che segna un cambio di prospettiva nella complessa storia che negli ultimi mesi ha attirato l’attenzione di tutta l’Italia. Ecco i dettagli e le novità.
Svolta positiva per Nathan e Catherine: Le novità sulla famiglia del bosco

Questo passaggio arriva all’interno di un iter pensato per verificare non solo la loro capacità di garantire cure adeguate ai bambini, ma anche la loro disponibilità a collaborare con le istituzioni. Il programma, costruito in modo progressivo, punta a creare le condizioni necessarie per un possibile ricongiungimento familiare. Nel frattempo, i figli hanno affrontato e superato gli esami scolastici, elemento considerato significativo nel quadro generale della valutazione.
Il piano di affiancamento educativo a cui Nathan e Catherine si sono sottoposti ha coinvolto diversi aspetti della vita quotidiana, dalla gestione dell’ambiente domestico alle dinamiche relazionali. L’obiettivo è rafforzare competenze genitoriali che possano garantire stabilità e sicurezza. A questo percorso si è affiancato un sostegno psicologico, suddiviso in colloqui individuali utili ad affrontare tutti gli aspetti emersi durante i mesi di separazione.
La fase che ora si apre è quella dell’osservazione diretta, considerata l’ultimo passaggio per valutare se esistano le condizioni per riportare i bambini a casa. Quest’ultimi erano stati allontanati il 20 novembre 2025, dopo un episodio di into*****one che aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e l’avvio di un procedimento civile. Da allora vivono in una casa famiglia a Vasto, seguendo un percorso educativo strutturato.
Nonostante le difficoltà iniziali, la coppia ha mostrato una volontà concreta di riorganizzare la propria vita, impegnandosi a ricostruire un contesto protetto. I prossimi giorni saranno decisivi: la settimana prossima i bambini verranno ascoltati dal giudice in modalità protetta, alla presenza della loro curatrice speciale, l’avvocata Marika Bolognese.








