L’avvio di agosto sta presentando condizioni climatiche particolarmente severe, segnate da una nuova espansione dell’aria calda nordafricana che investirà gran parte dell’Italia. Le proiezioni indicano che domenica 2 agosto sarà uno dei giorni più critici, con valori massimi che potranno raggiungere punte di 38 gradi in diverse regioni.
Si tratta di una fase intensa, alimentata da correnti subtropicali che favoriscono un innalzamento diffuso delle temperature, anche se, secondo le attuali indicazioni, questa ondata non dovrebbe mantenere la stessa forza per tutta la prima parte del mese.
A spiegarci quando finirà il grande caldo africano ma soprattutto la data del cambiamento meteo che tutti aspettano è il Colonnello Giuliacci nel sito IlTempo.
Meteo Giuliacci, quando tornerà la pioggia e temporali

Il Colonnello Giuliacci spiega come “Agosto parte con questa forte ondata di caldo nordafricano”, evidenziando come il picco non sia destinato a durare a lungo. L’esperto prevede infatti un indebolimento della canicola tra il 7 e il 10 agosto su buona parte del territorio nazionale, mentre al Nord la fase più opprimente dovrebbe concludersi “intorno al 6-8 di agosto”.
Una dinamica che lascia intravedere un graduale ritorno a condizioni meno estreme, pur mantenendo un quadro complessivamente caldo. La giornata di domenica 2 agosto sarà dominata da stabilità atmosferica e temperature elevate, ma non mancheranno fenomeni temporaleschi pomeridiani.
“Avremo ovviamente qualche temporale nel pomeriggio sulle Alpi, sulle Serre della Calabria e della Sicilia”, precisa Giuliacci nel suo intervento sul canale MeteoGiuliacci. Si tratterà di episodi isolati, inseriti in un contesto governato dall’anticiclone nordafricano che continuerà a imporre condizioni di caldo diffuso.
Le temperature massime raggiungeranno livelli particolarmente elevati, con valori “intorno ai 35-38° su gran parte dell’Italia”, come prevede il meteorologo. Le zone più esposte saranno la Val Padana, la Toscana, l’Umbria, il Lazio, il Casertano, il Foggiano, il Materano e le aree interne delle isole maggiori, dove la sensazione di calore sarà ulteriormente amplificata dall’afa.
Giuliacci interviene anche sul dibattito relativo ai presunti record di caldo del luglio 2026, invitando a distinguere tra percezione e dati reali. “Il caldo del agosto in corso è sempre il caldo che avvertite in questo momento, quello dell’anno passato l’hanno già dimenticato”, osserva, definendo questo meccanismo “un fattore psicologico”.
I dati indicano che il luglio 2003 resta il più caldo, seguito dal 2015 e dal 2022, mentre “sembra che il luglio 2026 potrebbe collocarsi tra il quinto e il sesto posto”, una precisazione che l’esperto accompagna con una critica verso chi ha parlato troppo facilmente di nuovi record.








