domenica , 4 Dicembre 2022
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Morto per 90 minuti, uomo svela la sua esperienza nell’aldilà

Il signor Blake era praticamente morto quando i medici sono riusciti a rianimarlo. Ha voluto raccontare la sua esperienza.

Morto per 90 minuti

Morto per 90 minuti. Il mondo è pieno di tantissime testimonianze di persone che, apparentemente in fin di vita, sono poi tornate a vivere ed hanno raccontato la loro esperienza e cosa hanno visto nel frangente del passaggio tra la vita e la morte. Un po’ come è accaduto a Alistair Blake, 61 anni, che nel 2019 è rimasto praticamente senza vita per 90 minuti.

Blake ha raccontato la sua esperienza in un podcast molto famoso negli Stati Uniti spiegando come si sia messo a letto il sabato sera senza problemi e di essersi risvegliato il giovedì successivo su un letto d’ospedale mentre dalla terapia intensiva lo stavano portando in un reparto di degenza normale.

Ha raccontato di come la moglie, che ha un sonno leggero, si sia svegliata intorno alle 3 accorgendosi che qualcosa non andava nel sonno del marito. Poco dopo il signor Blake è andato in arresto cardiaco. Chiamati i soccorsi questi avevano annunciato che l’uomo aveva poche speranze di vita.

Hanno praticato le manovre di rianimazione per circa 90 minuti, ma quando stavano per fermarsi ormai senza speranze, ecco che un piccolo battito ha riportato in vita l’uomo.

Cosa accade dopo la morte secondo i medici

Il signor Blake ha raccontato però di non ricordarsi nulla e di non aver visto nulla durante quei minuti in cui praticamente era morto per 90 minuti. I medici sono rimasti sorpresi di come l’assenza di attività cardiaca per un’ora e mezza, non abbia lasciato segni cerebrali nel suo cervello.

“Molte persone mi chiedono se ho visto qualcosa, e no, non ho visto niente, niente luci, niente del genere” – ha raccontato.

Blake è una delle tante persone che si sono aperte a questa esperienza incredibile del passaggio tra la vita e la morte. In molti hanno raccontato di aver visto un fascio di luce, un segnale di un passaggio tra la vita terrena e spirituale.

Secondo Patrick Steele, consulente di cure palliative, la realtà è molto diversa: “Da una prospettiva spirituale, alcune persone credono che la luce brillante sia uno sguardo nell’aldilà. Un segno che la coscienza sta lasciando il cervello. Dal punto di vista di uno psicologo, alcuni dicono che sia più un meccanismo difensivo o alcuni dicono che sia un flashback ai ricordi precedenti”.

“Dal punto di vista medico si tratta più di un cambiamento nel modo in cui funziona il nostro corpo, in particolare il cervello. Il cervello, come sai, ha bisogno di molto ossigeno e afflusso di sangue per fare il suo lavoro in modo efficace. Ogni volta che l’ossigenazione viene interrotta, il cervello non agisce normalmente” ha terminato l’uomo.

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