L’arroganza di chi sparla, ovvero i pettegolezzi. Condividiamo una storia breve sul pettegolezzo, che spiega perché Dio non perdona questo peccato. Un racconto che vi suggerisce di non sparlare di nessuno, perché è importante voler bene.
Non dovremmo dire dei pettegolezzi. Questi saranno poi portati nel vento, e Dio li ascolterà. Saprà che li abbiamo proferiti e non è affatto giusto per le persone a cui sono rivolti. Dovremmo sempre dire la verità ed essere sinceri.
Un giorno una donna spettegolava con una sua amica di un uomo che a malapena conosceva. Quella notte fece un sogno: un’enorme mano apparve sopra di lei e le puntò il dito contro. La donna fu oppressa da un insopportabile senso di colpa.
Il giorno dopo andò a parlare con un vecchio saggio, al quale raccontò tutto e domandò: «Che cosa significa questo sogno, era forse la mano di Dio che puntava il dito contro di me? Ma il pettegolezzo è un peccato? Ho commesso un peccato?».
«Sì» rispose il saggio.
«Hai detto falsità sul conto di un’altra persona, sulla sua reputazione. Dovresti pentirtene dal profondo del tuo cuore».
L’arroganza di chi sparla: i pettegolezzi
La donna dichiarò di essersi pentita e chiese solenne perdono. Il saggio rispose: «Non avere così fretta, prima vai a casa tua, prendi un bel cuscino e portalo sul tetto. Squarcialo bene con un coltello, e solo dopo puoi ritornare da me».
La donna corse a casa, prese un cuscino dal letto, un coltello dalla cucina, si diresse sul tetto e salendo dalla scala antincendio squarciò il cuscino. In seguito tornò dal saggio, come lui le aveva detto.
«Hai squarciato il cuscino con il coltello?», chiese lui.
«Sì», rispose lei.
«E il risultato qual è stato?», aggiunse il saggio.
«Piume», disse lei.
«Sì, piume», fece eco l’uomo.
«Piume dappertutto», continuò lei.
Il saggio la guardò negli occhi e disse: «Ora voglio che tu torni a casa a raccogliere tutte le piume volate via con il vento».
«Ma come», rispose la donna, «non è possibile, non so dove siano finite, il vento le ha portate chissà dove».
«Questo è il pettegolezzo», sentenziò il saggio.